“Un segno!”, fu la richiesta della parte avversa
al fin di suggellare quella bieca, assurda farsa.
Ancora timorosi, nelle file, l’osservarono furbeschi
non sapendo la reazione dell’Uno, senza i Suoi fuggiaschi.
Lui, accettava senza lamenti le tante offese contorte
nonostante l’aveano ben accusato con falsità estorte.
Ma il romano signore cercava invece di salvarLo
mentre loro, accusando, continuavano a incastrarLo.
Restava solo un ultimo atto per ottenere la vittoria:
liberare un delinquente, sì da ottener su di Lui l’agognata gloria.
E il passa parola, per condannare l’Innocente
fu di gridare tutti: “A noi, l’onta del Credente!”.
G.V.