Commento
al fascicolo n. 39
“Il
precursore”
In un tempo
non molto lontano, indicato subito dopo l’evento apocalittico tramite la
catastrofe della natura, l’inizio dell’ultima fase del tempo della
fine, denominato anche tempo di Grazia,
oltre che, tempo dell’afflizione
– a causa delle enormi difficoltà cui saranno soggetti i
sopravvissuti – si colloca la manifestazione del ‘precursore’ [7295]. Sebbene in quasi tutti i
dettati relativi a tale soggetto, il tempo dei verbi nella lingua
originale dei dettati in tedesco è al presente, come se un tale tempo si
dovesse già realizzare al tempo della ricezione degli stessi
(1938-1965), così non è!
Anche lo
stesso Volfang Küner,
autore della prefazione all’opera di Bertha Dudde, ha ritenuto erroneamente di collocare il tempo della
venuta del precursore
anzitempo, ma il dettato 7722 è
chiarissimo, e mette in guardia proprio a non collocare un tale tempo prima
dell’evento apocalittico della catastrofe (fascicolo n.37). Nemmeno la
consuetudine di ricorrere a oracoli di spiriti – magari attraverso le
sedute spiritiche – può servire per avere la conferma di date e
profezie sul futuro, poiché quando esso comparirà, sarà nell’ultima fase prima della fine,
quando s’infiammerà la lotta di fede, cioè, sicuramente,
dopo l’evento apocalittico, e comunque non prima dell’avvento
dell’anticristo. [8231 - 8815].
L’uso
del tempo presente nei verbi di molti dettati, e non soltanto in questo
fascicolo, ha una sua diversa motivazione, e questa va ricercata
nell’espressività del Donatore, il Quale vuole indurre il
credente, o discepolo, o
lavoratore nella Sua Vigna, a pensare di trovarsi già in quel tempo
futuro, così che la parola rivolta a lui stesso, possa in un certo qual
modo, spingerlo, esortarlo ancora di più, stimolarlo a una fede ancora
più ferma, nel caso egli dovesse trovarsi a vivere tali futuri eventi, e
tali parole rivelate gli si comunicassero come in un discorso diretto.
Di certo,
temporalmente, così non è! Infatti, già sappiamo,
attraverso il fascicolo n. 55, come le
esortazioni siano di lavorare nel proprio sé ben in anticipo,
perché non si conosce il giorno e l’ora in cui avverrà
l’evento apocalittico, e anche attraverso il fascicolo
n. 38 ci è indicato come in un tale
successivo tempo, che sarà breve, non sarà più possibile
alcuno studio della Parola, poiché le condizioni di vita imposte dalla
pura sopravvivenza, non consentiranno alcuna possibilità di vivere
comodamente come ai nostri giorni, almeno per i credenti.
Perciò,
in quel tempo, solo la parola interiore, il
collegamento diretto con lo spirito di Dio, e quindi la Grazia di essere
aiutati in modo soprannaturale, consentirà ai credenti di superare le
difficoltà e, in qualche modo, difendersi dai soprusi degli
irriducibili, trovando qualunque espediente per esortare chiunque si possa
ancora recuperare. Dunque, un tale tempo della fine
è indicato anche come tempo di Grazia [7339],
affinché la concessione di un ulteriore breve periodo, possa servire a
recuperare i recuperabili. Ma è anche denominata ‘Grazia immeritata’, perché il discorso diretto,
la Parola interiore donata ai credenti, sarà
concessa anche a chi avrà fatto pochissimo lavoro sull’anima,
quindi, quale Dono immeritato, ma necessario [6592],
date le terribili condizioni di vita a cui saranno sottoposti i credenti in una
tale breve epoca.
È
solo in questo breve tempo della fine,
che potrà rendersi evidente l’epoca del precursore, o trascinatore, per infiammare i credenti alla fede e
alla perseveranza nell’affidarsi a Dio, e per controbattere l’opera
dell’oppositore, il quale si manifesterà anch’egli in tale
tempo, per guidare come un vero e proprio anticristo, tutte le sue armate [6554], uomini posseduti da spiriti infernali
provenienti dall’inferno, e del quale è possibile vedere il
comportamento, nel fascicolo n. 40.
Perciò,
questo fascicolo n. 39 rappresenta ancora un tassello di rivelazioni sulla fine ricevute da Bertha
Dudde, e un’ulteriore
possibilità per comprendere ancora più profondamente i tempi e i
modi in cui gli eventi si susseguiranno. E ciò, affinché la
propria fede non resti tiepida, ma diventi un impegno a capire e a prepararsi,
a credere e a impegnarsi, a lottare spiritualmente già da subito contro
tutte le proprie tendenze da correggere, e così imparare a porsi
all’ascolto della voce interiore [5828],
quale vera essenziale Guida, per quanto ancora impercettibile, per un tempo
– forse – non più troppo lontano, richiedendo sempre la
benedizione in Gesù Cristo prima di ogni azione [7603].
E
c’è un’altra indicazione degna di nota in questo fascicolo,
cioè al dettato n. 7295, dove si afferma
che nel febbraio del 1959 il precursore,
quale essere umano, era già nato, forse già da qualche anno
«lui
è già tra i vivi, ma non ancora consapevole del suo compito…».
Ciò porta a riflettere, considerando le attese di vita odierne e il
fatto che in quest’ultimo tempo della fine egli dovrebbe essere ben
attivo – sebbene sorretto da forze divine – sulla
possibilità che costui non sia così vegliardo, e ciò basta
a prevedere ‘quando’,
già fra non molto, un tale tempo potrebbe avverarsi.
1
– [La rivelazione si trova nell’Opera “Il
libro di Grazia”, al cap. 8,2 della parte II: L’esercizio del
Diritto’]