B. D. nr. 8965

(18. 04. 1965)

 

Le incommensurabili sofferenze di Gesù sopportate volontariamente per redimere l’umanità

 

(da uno spirito-guida):

L’Uomo-Gesù ha compiuto per voi un’Opera del più profondo Amore e Misericordia, perché ha voluto estinguere la grandissima colpa dei peccati che altrimenti vi avrebbe tenuto chiuso per l’eternità il regno della luce. Tuttavia, dovete anche accettare quest’Opera di redenzione nella piena consapevolezza di aver caricato su di voi una grande colpa, e di questa dovete ora liberarvene. Infatti, non può essere descritto ciò che l’Uomo-Gesù ha sofferto per voi finché non ha terminato la Sua Opera di misericordia con la morte sulla croce, poiché furono i più grandi tormenti che il Suo infinito Amore prese su di Sé, volendo aiutare i Suoi fratelli infelici nella loro afflizione spirituale.

Eppure, non potrete mai comprendere questi tormenti, perché furono incommensurabili, e solo l’Amore in Lui Gli diede la forza di sopportarli, per poter espiare la colpa con un tale Sacrificio, perché la Sua anima e il Suo corpo dovettero soffrire in una misura tale, che sarebbe stata insopportabile per qualsiasi altro uomo. È per questo che la sofferenza di un essere umano non potrà mai essere presa come paragone, perché dalla sofferenza sarà colpito sempre e solo il corpo dell’uomo, mentre per Gesù la sofferenza che la Sua anima ha sopportato è stata molto più pesante e non si può descrivere neanche minimamente, avendo Lui sofferto anche per il peccato di un tempo, per coloro che rifiutarono la forza dell’Amore. Egli dovette prendere su di Sé i tormenti (come) di un’anima debole, perché questo era stato il peccato di una volta che aveva comportato la forma di un’immensa debolezza, …sotto la quale la Sua anima soffriva in modo indescrivibile!

Essendo il Suo Amore così grande, Egli prese tutto su di Sé, per espiare a Dio tutti coloro che avessero accettato l’Opera di redenzione, che si fossero avvalsi delle Grazie conquistate sulla croce e avessero voluto tornare a Casa, al Padre, dal Quale una volta si erano separati volontariamente. L’intera via della vita terrena dell’Uomo-Gesù fu per Lui un tormento, perché in momenti della più chiara visione Egli vedeva come doveva portarla a termine. Egli vide in anticipo tutte le sofferenze e gli orrori, e non poteva comunque sbarazzarsene, perché aveva anche la Volontà di percorrere questo cammino, riconoscendone anche l’ultima meta: la redenzione dei fratelli caduti per una colpa incommensurabile! Perciò la grandezza di questa colpa Gli diede anche la forza di Volontà di percorrere quella via fino alla fine. Perciò l’ultimo giorno della Sua vita terrena fu così amaro, che quasi perse la forza e pregò: «Padre, lascia passare oltre a Me questo calice, e non la Mia, ma la Tua Volontà sia fatta!» [Lc. 22,42].

E costantemente, l’amore per i fratelli infelici fu più forte, e grazie a questo Suo Amore che Lo colmava, Egli si arrese alla Sua sorte, nonostante avesse certamente potuto distoglierla da Sé, e perciò pregò sempre più intimamente affinché non fallisse. Ma furono delle sofferenze incommensurabili, quelle che dovette subire già prima della crocifissione, furono delle sofferenze che Egli poté sopportare solo perché l’amore in Lui era così potente, che Egli impiegò questo Suo Amore solo per perseverare fino alla fine. Infatti, doveva soffrire come ‘Uomo’, benché l’Amore stesso fosse in Lui, ma Si trattenne con la Sua forza, finché non pronunciò le parole: «E’ compiuto!».

E agli uomini deve continuamente essere portata davanti agli occhi la Sua morte sulla croce, per far riconoscere loro il grande Amore dell’Uomo-Gesù, e  solo un’Opera dell’Amore poteva estinguere la colpa del peccato di una volta, proprio perché questa consisteva nel fatto che gli esseri avevano trasgredito contro l’Amore. Perciò un’Anima di luce discese sulla Terra, perché solo una tale Anima poteva avere quel grado di Amore, e perciò Dio stesso ha potuto manifestarSi in quest’Anima amorevole nella quale Egli è stato in Essa in tutta la Sua pienezza, …e perciò l’Amore stesso ha compiuto questo Sacrificio!

Nondimeno, è stata l’opera di un Uomo in grado di soffrire, dato che Dio non poteva soffrire. Perciò il Suo sacrificio sulla croce ha avuto uno straordinario significato, e deve anche essere riconosciuto nella libera volontà, perché l’Uomo-Gesù ha certamente sopportato il Suo sacrificio per tutti gli uomini del passato, del presente e del futuro, ma sarà unicamente l’uomo stesso a determinare, se per lui, ciò significa la redenzione dalla grande colpa del passato.

Così, la predisposizione d’animo verso Gesù Cristo è la cosa più importante, perché da ciò dipende la sua beatitudine, da come si rapporta verso di Lui e verso la Sua Opera di redenzione. Perciò a voi uomini non sarà mai abbastanza sottolineato di non rifiutarLo, ma di professarvi per Lui e per la Sua Opera di redenzione, se volete diventare liberi dal vostro peccato originario, …per poter entrare nel regno della luce dopo la morte del corpo! – Amen!

 

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