B. D. nr. 6088

(24. 10. 1954)

 

Gesù era consapevole delle sofferenze della croce già prima del loro compiersi

 

(il Signore):

Io ho voluto soffrire per voi, …e perciò Mi sono preparato consapevolmente alla morte sulla croce! Io sapevo del difficilissimo cammino di sofferenza che avrei dovuto percorrere per salvarvi dall’afflizione e dalla morte. Io ho visto tutto davanti a Me e nulla Mi era segreto di ciò che dovevo sopportare, e nonostante ciò, …vi andai incontro! Non Mi sono rifiutato, non sono fuggito dal pericolo, ma gli sono andato incontro consapevolmente. Infatti, non solo avevo previsto il corso della Mia Opera di redenzione, ma avevo previsto anche la debolezza e la schiavitù delle Mie creature che giacevano al suolo nella più grande afflizione, e alle quali potevo portare la liberazione solo attraverso il Mio soffrire e morire sulla croce.

Davanti ai Miei occhi spirituali era già tutto chiaro e limpido, sia il potere crudele del Mio avversario, come anche l’abissale lontananza dello spirituale caduto da Dio, …sempre crescente. Io ho visto l’oscurità più profonda da un lato e la luce più chiara e la beatitudine dall’altro. Io provenivo dalla luce e volevo portarla anche nell’oscurità, ma per questo era richiesto un Ponte: dovevo offrire qualcosa in cambio per avere il diritto di sollevare dall’abisso le anime tormentate e portarle alla luce! Dovevo impiegare la Mia vita per riscattare la vita delle creature infelici. C’era solo quest’unica via della dedizione del proprio Sé, cioè sacrificare la cosa più alta di ciò che possedevo: la Mia vita, per amore di coloro che erano morti a causa del peccato! Dovevo pagare con la Mia vita, quella di costoro!

Davanti ai Miei occhi Mi era tutto chiaro e limpido, perciò già prima ne ho sofferto indicibilmente, perché come Essere umano ero costituito dagli stessi vostri sentimenti, con la paura della morte, della terribile sofferenza e di Me stesso, che potessi intorpidirMi, che la Mia forza fosse ancora troppo debole, e che i Miei fratelli caduti dovessero continuare a rimanere nella grande afflizione, …se avessi fallito! Eppure, la Mia forza cresceva più si avvicinava il giorno in cui tutto doveva accadere. La Mia forza cresceva come il Mio Amore per l’umanità infelice, la cui penuria riconoscevo ogni giorno di più.

E nonostante fossi assalito temporaneamente dalla debolezza in vista di ciò che Mi aspettava, tuttavia la Mia Volontà non si indeboliva davanti al compimento dell’Opera che avevo iniziato, poiché l’umano in Me restava in ogni momento unito con il Padre, il Quale Mi colmava con la Sua forza, in modo che il Mio Amore divenisse sempre più potente e infine andassi incontro alla morte pienamente consapevole, perché ora riconoscevo che la morte doveva essere vinta, e questo era anche il Mio compito.

La via verso la croce fu amara e atroce, poiché dovetti passare attraverso l’oscurità più profonda, per aprire la Porta nel regno della luce per tutti coloro che avessero voluto salire dall’abisso alla luce, ma come Essere umano dovevo sopportare le sofferenze e i tormenti più amari, per aiutare voi che sareste stati perduti senza salvezza, senza il Mio Atto di redenzione e la Mia morte sulla croce.

E perciò anche la Mia esistenza terrena come Uomo fu immensamente dolorosa, poiché dal momento in cui il Padre si rivelò nel Mio involucro, Io seppi anche tutto ciò che Mi aspettava, e nonostante ciò percorsi liberamente la via verso la croce, perché non la Volontà del Padre, ma il Mio Amore per lo spirituale caduto Mi spinse a compiere l’Opera di redenzione, e questo Amore Mi diede la forza per perseverare fino all’ora della morte! – Amen!

 

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