B. D. nr. 3297
(17. 10. 1944)
“Solo ai Miei discepoli concessi il potere di rimettere o ritenere i peccati”
(il Signore):
«A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» [Gv. 20,23].
Anche queste sono le Mie parole che hanno trovato molteplici interpretazioni di come le hanno ricevute da Me. E per la correzione ci vuole un uomo dallo spirito risvegliato, che ascolti la Mia voce e vi trasmetta poi la Mia spiegazione, affinché siate liberati dall’errore e camminiate nella verità.
I Miei discepoli erano dotati della forza di operare dei miracoli nel Mio Nome, di guarire, di risvegliare i morti e, con ciò, dimostrare agli uomini la loro fede indivisa in Me. Erano in uno stato spirituale che permetteva loro quell’azione soprannaturale, perché quando il Mio Spirito venne su di loro, erano colmi di forza e luce, di potere e sapienza. Perciò potevano diffondere la verità, perché loro stessi stavano nella verità e potevano compiere delle cose con la semplice Parola che andava fuori da ogni capacità umana, poiché erano i Miei discepoli, istruiti da Me durante il tempo del Mio cammino terreno tramite la Parola interiore, stavano nell’amore e credevano in Me, perciò potevano cogliere in sé anche il Mio Spirito e operare attraverso di esso.
Le azioni straordinarie erano segni della loro maturità animica, che dovevano dimostrare agli uomini a quale facoltà straordinaria può giungere l’uomo, quando vive secondo la Mia Volontà, cioè, se si forma secondo la Mia immagine, nell’amore, perché l’amore è forza, e quando l’uomo si trova nell’amore, è anche irradiato di forza e luce, perché lo Spirito di Dio, l’irradiazione della Sua forza, lo può colmare. Ed Io ho vissuto per gli uomini una vita d’esempio nell’amore, ho mostrato loro a quale forza può giungere l’uomo, e dopo la Mia morte ho lasciato degli esempi viventi per annunciare ripetutamente i Miei insegnamenti dell’amore, e dare anche l’esempio della loro forza, affinché agli uomini potesse essere facile credere in Me.
Io stesso ero in mezzo ai Miei discepoli, anche se non più visibile, ma certamente nello spirito li ho guidati, perché tutto ciò che è irradiato dal Mio Spirito è sottoposto alla Mia guida divina, perché Io stesso potevo ora agire tramite costoro che erano attivi nel Mio Nome. Quindi i discepoli avevano adesso lo stesso potere e lo stesso diritto, in quanto, tutto ciò che facevano, era la Mia Volontà; erano illuminati dal Mio Spirito, dall’irradiazione di Me stesso. Di conseguenza, avevano anche il potere di perdonare i peccati nel Mio Nome, soprattutto quando una malattia era la conseguenza dei peccati, e che loro, per guarire costoro dalla malattia, dovevano anche rimettere loro stessi i peccati agli uomini.
Se però riconoscevano l’indegnità di un uomo, la sua mancanza di fede e la sua volontà lontana da Dio, erano pure autorizzati a lasciarli nel loro stato peccaminoso, perché questo non determinava la loro conoscenza umana, bensì lo Spirito divino in loro, il Mio Spirito, che conosce tutto e quindi anche l’indegnità di un uomo, e perciò anche l’inutilità di un’opera di grazia su di loro. Perciò ho dato ai Miei discepoli il diritto di considerare gli uomini secondo la loro conoscenza, perché il Mio Spirito era attivo in loro, e questo garantiva il giusto modo di pensare dei Miei discepoli.
Ora degli uomini si sono arrogati lo stesso diritto, nei quali però, il Mio Spirito non è ancora attivo. Hanno assunto il diritto di rimettere agli uomini i peccati o di ritenerli, ma non allo spirito divino nella persona stessa, e quindi questa giustificazione viene riconosciuta a tutti i seguaci dei discepoli secondo la Parola, ma non secondo il loro spirito; e così il senso della Mia Parola viene falsamente interpretato, anche se ora penserebbero in modo chiaro, se avessero l’illuminazione su chi è, in verità, il Mio discepolo.
Non sono questi – coloro che si auto proclamano – che Io ho chiamato per la loro funzione d’insegnamento sulla Terra, perché ai Miei discepoli ho dato Io l’incarico: «Andate e insegnate a tutti i popoli...» [Mt. 28,19]. Ma per poter insegnare, il Mio Spirito deve essere efficace in loro, affinché diffondano la pura verità agli uomini e possano diffondere nel mondo il Mio insegnamento dell’amore. E la verità non può essere ottenuta, se non, attraverso l’operare dello Spirito. E perciò i Miei discepoli devono essere assolutamente illuminati dallo Spirito di Dio, prima di poter far parte dei Miei discepoli. E solo allora anch’essi saranno irradiati dalla luce e dalla forza, e potranno compiere azioni straordinarie; la forza dello Spirito li renderà capaci di guarire gli ammalati, quindi liberare gli uomini dal peccato e dalle sue conseguenze, non appena questi credono in Me e nel Mio Nome.
Io ho dato a questi uomini illuminati dal Mio Spirito il potere di rimettere i peccati, perché nel loro stato spirituale maturo riconoscevano anche quando l’uomo era degno che gli venissero rimessi i peccati, perché allora agivano al posto Mio, ed ero Io stesso che, in realtà, rimettevo loro i peccati. Se però degli uomini non possono mostrare nessuna chiamata da Me stesso, pur credendosi chiamati a eseguire l’atto del perdono dei peccati, non essendo né illuminati dal Mio Spirito né sentono in sé la Mia Parola, allora questa professione può essere loro negata con diritto, il che risulta già dal fatto che non sono capaci di riconoscere il prossimo, per giudicare se ora gli possono essere rimessi o ritenuti i peccati.
Questa valutazione presuppone già l’opera dello Spirito, che però deve essere negata alla maggior parte di coloro che credono di essere chiamati come servitori di Dio, finché non hanno la Parola interiore. Solo tramite la Mia Parola sono chiamati a lavorare per Me, perché solo la Mia Parola li rende sapienti, cioè, trasmette loro la pura verità, e questa è assolutamente necessaria per essere attivi per Me come Miei discepoli. Chi ha la verità può anche trasmetterla agli altri e aiutare il prossimo a redimersi. Chi ha la Mia Parola, avrà anche la capacità di giudizio, se la volontà dell’ascoltatore è rivolta a Dio, perché l’uomo può parlare, e ciò che può esprimere, sovente, può ingannare, poiché il cuore non necessariamente è coinvolto in ciò che pronuncia la bocca.
Invece il vero discepolo ha anche il dono del riconoscere il prossimo, ed egli sa anche chi, ascoltandolo, considera seriamente il perdono dei suoi peccati, e perciò il discepolo non si lascia ingannare dalle molte parole a cui manca la convinzione interiore. E perciò il perdono dei peccati non può essere un atto generale, dato che può svolgersi solamente là dove è preceduto il più profondo pentimento, e dove un tale pentimento viene riconosciuto dai Miei discepoli. Ma allora il giudizio di costoro sarà valido dinanzi a Me, perché egli agirà su incarico Mio, e la sua volontà è soggetta alla Mia Volontà.
Ed Io l’ho reso chiaro ai Miei discepoli con quelle parole, quando loro sono completamente in sintonia con Me nelle loro azioni e pensieri quando sono attivi per Me nel Mio Nome, così che non possono pensare e volere diversamente di com’è la Mia Volontà, quando lo Spirito divino opera in loro, perché solo questo li rende Miei discepoli. Infatti, Io stesso eleggo i Miei discepoli sulla Terra, perché Io so davvero chi è capace per questa funzione, e chi Io possa provvedere con i Doni che richiedono una funzione d’insegnamento1 sulla Terra. E a questi do anche il potere, perché allora eseguiranno solamente ciò che è nella Mia Volontà! – Amen!
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1 – ‘una funzione d’insegnamento’ : nell’ultimo tempo prima della fine i veri insegnanti della nuova Parola saranno coloro che verranno istruiti da Dio stesso tramite la Parola interiore. [vedi il fascicolo n. 258 “Insegnanti chiamati da Dio”]
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