B. D. nr. 2838 a/b

(5/6. 08. 1943)

 

L’importanza di conoscere e credere della vita dopo la morte, dell’inizio e della meta finale dell’uomo

 

(da uno spirito-guida):

Agli uomini manca la conoscenza del principio originario e della meta finale di tutto ciò che esiste, e perciò non vivono la loro vita terrena in modo consapevole. Però, nessun essere umano può dire che questa conoscenza non gli sia mai stata trasmessa, anche se non in modo preciso, ma comunque, che almeno gli sia stata portata vicino la fede in una Divinità il Cui compiacimento egli dovrebbe conquistarsi attraverso il proprio modo di vivere. Questo non è stato sempre nascosto all’uomo, per ciò che riguarda il suo effetto nel regno dell’aldilà, quindi è sempre stata data la premessa di una vita dopo la morte del corpo, e l’uomo ne poteva prendere posizione secondo la sua volontà.

L’uomo, non appena fa diventare forte la volontà in sé, penetra sempre più profondamente nella conoscenza, cioè viene istruito mentalmente dagli esseri sapienti del regno spirituale secondo la Volontà divina, e gli vengono sottoposti in modo esauriente il senso e lo scopo delle opere della Creazione, per risvegliare in lui la consapevolezza della responsabilità, così che, in seguito, nella libera volontà egli cerchi di conformarsi alla Volontà divina, cambiando nell’amore, e quindi adempiendo il suo vero compito terreno.

Gli uomini del tempo attuale, invece, non sono accessibili a una tale conoscenza; essi considerano la loro vita terrena come una faccenda puramente esteriore che non comporta nessuna responsabilità futura, e quindi non si sforzeranno mai di trovare una spiegazione per la via terrena infinitamente lunga, ma osserveranno sempre e solo un avvenimento dal lato puramente materiale, senza riflettere sul perché Dio abbia dato la Sua approvazione a un procedere che rende responsabili innumerevoli uomini.

Solo il senso e lo scopo della vita terrena, quindi un compito collegato a questa, possono fornire il motivo per ciò che si svolge nel mondo, ciò che si riversa in sofferenza e afflizione sugli uomini, e ciò che per conseguenza si ha in crudeltà. Tuttavia, gli uomini non potranno mai essere giustificati quando essi stessi offrono la propria mano per aumentare ancor più il male. Chi conosce il principio originario e la meta finale, sa anche che l’umanità è ancora molto lontana da ciò, e sa anche che una grande sofferenza dà ancora la possibilità di raggiungere tale meta. E tuttavia, non può essere approvato l’atteggiamento dell’umanità che causa una tale sofferenza al prossimo, poiché la volontà degli uomini è cattiva, ed è solo l’effetto della loro cattiva volontà che viene guidato da Dio in modo tale che all’uomo ne possa sorgere spiritualmente un ulteriore vantaggio, non appena si sente spinto a rifugiarsi in Lui e desiderare il Suo aiuto.

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(6. 08. 1943)

Se gli uomini badassero ai pensieri che sorgono in loro sullo scopo e la meta della vita terrena; se desiderassero la risposta a tali domande e ascoltassero in silenzio, nel proprio intimo, ciò che giunge loro mentalmente come risposta, allora riconoscerebbero anche in qualsiasi avvenimento mondiale un mezzo per raggiungere la meta finale posta loro. Invece l’incredulità sulla continuità della vita dell’anima dopo la morte è così diffusa, che gli uomini vedono lo scopo e la meta della loro vita terrena solo nella vita terrena in genere, e finché avranno solo questa opinione puramente terrena, fino allora un evento mondiale sarà per loro incomprensibile, perché avrà un effetto del tutto opposto, quindi contraddirebbe completamente l’obiettivo che loro stessi si sono posti. E questa è cecità di spirito, è miopia, considerare come scopo a se stesso ciò che è solo un mezzo allo scopo.

Questo, è di una tale ignoranza, da produrre un effetto altamente svantaggioso, perché il vero scopo dell’esistenza non viene considerato, quindi non vi si tende nemmeno! Ed è ulteriormente difficile guidare gli uomini in questa conoscenza finché essi non credono nella continuità della vita dopo la morte, finché non credono che la vita terrena sia solo un gradino antecedente per la vera vita, una scuola che devono assolvere, per essere ammessi in quel regno dove comincia la vera vita. Sicché, devono prima acquisire questa fede, se vogliono comprendere ciò che attualmente passa sulla Terra in sofferenza e difficoltà, in tribolazione e oppressione. – Amen!

 

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