B. D. nr. 2126 a/b
(24/25. 10. 1941)
La luce terrena è per l’attività materiale, la luce spirituale è conoscenza della verità
(da uno spirito-guida):
Tutto l’essenziale si spinge verso la luce e fugge l’oscurità non appena ha percepito una volta il beneficio della luce. E poiché la meta finale di ogni creazione è liberare l’essenziale dall’oscurità, ad esso deve anzitutto essere mostrato una volta il beneficio della luce, affinché poi lui stesso aspiri alla luce, per essere compenetrato dalla luce, e questo è il compito dei corpi celesti rifrangenti che Dio ha creato a questo scopo, e che inviano sempre ed eternamente la loro luce nell’universo per vivificare tutto ciò che cela in sé dell’essenziale.
Questi donatori di luce adempiono ora il loro compito, compenetrano con i loro raggi di luce ogni opera della Creazione, e non c’è nulla dove i raggi non trovino la loro via. Perfino la forma solida apparentemente impenetrabile percepisce beneficamente quest’irradiazione, e in tal modo si risveglia alla vita, cioè diventa attiva in sé, anche se ciò non è visibile all’occhio umano, perché i raggi di luce fanno sì che ovunque sia stimolata la vita, e nulla rimanga immutato attraverso l’attività di ciò che risveglia alla vita.
Ciò che è vivo sviluppa una forza, e dove questa si manifesta, sorge qualcosa di nuovo. Perciò i raggi di luce contribuiscono ad aumentare ciò che è. E questo è lo sviluppo di tutto l’essenziale, il quale cambia costantemente la sua forma esteriore, quindi vivifica sempre nuove forme, grazie all’irradiazione della luce.
I corpi celesti che mandano la luce nel cosmo, contribuiscono così alla liberazione dell’essenziale, perché allentano la forma esteriore in ogni stadio in cui provocano la dissoluzione della forma solida, anche se questo dura tempi infiniti. Essi vivificano il regno vegetale che attraverso l’irradiazione della luce si risveglia in modo particolarmente visibile alla vita, cioè producono in questo, un costante cambiamento, e anche l’essenziale che percorre il cammino terreno nella vita animale, percepisce questa vita in modo insolitamente benefico. E infine, sono insostituibili per l’essere nell’ultimo stadio, per l’uomo, il quale non può vivere senza luce.
La luce viene sempre indirizzata all’essenziale che langue ancora nell’oscurità, e che si spinge sempre istintivamente verso la luce, perché l’essenziale si sente bene solo nella luce. Invece nello stadio umano, l’essenziale, oltre alla luce necessaria per la vita, può percepire anche il beneficio dell’apporto spirituale della luce, e aspirarvi. Tuttavia, egli è libero per quest’ultimo tendere, perché se lo fa, lo decide la sua libera volontà, quando desidera l’afflusso di luce dal regno spirituale.
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(25. 10. 1941)
Nello stadio della libera volontà, l’essere aspirerà alla luce che gli affluisce costantemente per la conservazione della propria vita fisica, poiché necessita della luce anche per l’attività terrena. Non appena l’ambiente dell’essere è chiaro e luminoso, egli diventa anche volenteroso per l’attività. Egli lotta costantemente contro l’oscurità, cercando di spezzarla attraverso la propria produzione di luce, quando l’apporto di questa viene interrotto secondo la legge naturale. E anche questo rientra nell’ambito della sua capacità terrena.
La luce di cui l’uomo ha bisogno può essere prodotta anche in modo terreno, quando gli manca, ed egli sfrutterà questa capacità secondo le sue possibilità, perché l’uomo desidera la luce finché svolge un’attività che non ha bisogno di nascondere davanti al mondo, e per la sua attività terrena non ha bisogno della luce dal regno spirituale. Per questo, non ogni essere umano si adopera per entrare nel cerchio dell’irradiazione di questa luce, e ciò dipende solo dalla forza del desiderio di avvicinarsi a Dio.
La luce spirituale fluirà verso quell’uomo che si apre per riceverla, giacché essa fluisce certamente verso ogni essere umano, ma lo penetra solo se egli vuole lasciarla penetrare, perché la luce spirituale è conoscenza della verità, che è ben accessibile a ciascun uomo, ma non viene desiderata da tutti. Gli uomini non hanno bisogno di questa luce per l’esecuzione dell’attività terrena, di conseguenza vi badano solo coloro che riconoscono Dio come l’eterna Luce e che vogliono giungere in vicinanza di essa. Questi aspirano alla verità, sono affamati di conoscenza e aprono i loro cuori a ogni raggio di luce che viene trasmesso loro dal regno spirituale sotto forma di conoscenza. Infatti, per loro, l’ignoranza è una condizione simile alla notte più oscura, che essi cercano di penetrare, e nella quale vorrebbero portare la luce.
Questi vogliono bandire l’oscurità, vogliono portare la luce ovunque sia ancora riconoscibile un’ombra di ignoranza, e questo desiderio per la luce fa fuggire anche l’oscurità, perché, dove c’è il desiderio, là affluisce anche la luce, inarrestabilmente. Là le porte sono aperte affinché tale luce possa penetrare senza ostacoli. E la luce vincerà sempre sull’oscurità, ma nello stadio della libera volontà è l’uomo stesso a dover determinare se sarà la luce oppure l’oscurità, ad accompagnare il suo cammino terreno.
Unicamente la sua volontà decide! Unicamente i suoi sforzi verso la luce lo faranno procedere nella luce. Invece il desiderio per l’oscurità impedirà alla luce l’accesso al cuore dell’uomo, e questa volontà sarà decisiva per l’eternità. Da questa volontà dipenderà la pienezza di luce che potrà rendere l’essere infinitamente felice, oppure gli mancherà un giorno, nell’eternità, poiché vi è sempre beatitudine dove c’è luce, mentre la mancanza di questa, …significa per l’essere uno stato tormentoso! – Amen!
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