B. D. nr. 1747 a/b

(22/23. 12. 1940)

 

Il mistero dell’eterno Amore non è sondabile all’uomo terreno

 

(da uno spirito-guida):

Sondare il mistero dell’eterno Amore va oltre le capacità umane, e quindi non sarà mai possibile a un uomo immaginarsi Dio come l’Amore stesso, perché per gli uomini credenti, Dio è una Entità, invece l’Amore è un sentimento. Entità e sentimento, sono due concetti che possono certamente appartenere l’uno all’altro, dove l’uno può significare il completamento dell’altro, ma che sono difficili da pensare come la stessa cosa. Dio come Amore è immaginabile solo nella misura in cui l’Essere più alto e più perfetto deve anche stare nel più alto grado dell’amore, perciò Dio e l’amore non possono essere separati l’uno dall’altro.

Questa spiegazione è anche l’unica che può essere data agli uomini, ma non rivela il mistero dell’eterno Amore, poiché qualsiasi pensiero che va oltre è sbagliato, perché i pensieri umani non sono in grado di sondare questo miracolo. All’uomo deve bastare immaginarsi l’Amore divino come qualcosa d’inafferrabile che può essere compreso solo con lo stesso (concetto), vale a dire che solo l’uomo che ama, penetra nel mistero, e poi applica sempre e solo il proprio grado d’amore come misura, poiché un di ‘più’, semplicemente, non gli è afferrabile.

Solo quando all’uomo gli sarà riuscito di trasformare il proprio essere in amore, sarà facile immaginarsi Dio come l’Amore stesso, mentre solo come uomo non Lo sonderà mai pienamente. Egli è certamente in grado di immaginarsi Dio come un’Entità, sebbene questa Entità non sia concepibile secondo i concetti umani; eppure, l’uomo s’immagina l’Entità sempre come qualcosa di corporeo (‘forma’ era il termine corretto nell’originale), anche se non è visibile all’occhio come Tale. E poiché l’amore nell’immaginazione umana non può assumere nessuna ‘forma’, solo se a questo Amore fosse data una forma, sarebbe considerato come qualcosa di essenziale.

E perciò il tentativo di introdurre l’uomo in questo mistero è del tutto inutile, porterebbe solo a percorsi di pensieri errati che potrebbero impedire all’uomo di riconoscere l’eterna Verità. L’uomo nella sua limitatezza potrà certamente sondare tutto ciò che ha a che fare con la vita terrena, ma comprendere lo spirituale richiede (da se stesso) un’attività nell’amore. Allora anche la sua essenza si formerà nell’amore, e quando l’anima si separerà dal corpo, rimarrà solo l’essenza, che, in sé, è proprio quello stesso ‘amore’; quindi non può essere considerata come dualità, bensì, attraverso l’amore, potrà diventare solamente ciò che è dello stesso genere, quindi l’essere e l’amore saranno la stessa cosa.

*

(23. 12. 1940)

Colui che in Se stesso è ‘Amore’, diventa immaginabile solo come Entità, perché per l’uomo la possibilità di comprendere si trova solamente in qualcosa di essenziale. Sebbene l’uomo percepisca anche l’amore, anche se in misura minima, non può comunque immaginarsi l’eterna Divinità come Qualcosa che si manifesta solamente nella vita dei sentimenti, altrimenti La considererebbe solo come ‘appartenente’ all’Entità, e non come ‘la stessa’ Entità.

L’Amore è una forza, e Dio stesso è ‘la Forza’; quindi Dio e l’Amore devono essere la stessa cosa. E inoltre: Dio deve essere riconosciuto come Essenza, altrimenti verrebbe a mancare il concetto di base per l’esistenza dell’eterna Divinità! Solo quando l’essere si sarà avvicinato all’eterna Divinità sarà possibile per lui fondere l’uno nell’altro i due concetti, e allora gli diventerà completamente chiaro ciò che adesso non può ancora comprendere. Sulla Terra, invece, gli manca tale capacità, dato che può afferrare solo ciò che si lascia conciliare con le leggi terrene; ciò che è oltre gli rimane incompreso! – Amen!

 

* * * * *

< Pagina precedente