B. D. nr. 1425

(19. 05. 1940)

 

Verso i cuori induriti, l’unica possibilità d’aiuto è aumentare la sofferenza dell’anima

 

(da uno spirito-guida):

Non indurite i vostri cuori e siate volenterosi di dare, a tutti, e se vi viene chiesto qualcosa, non pensate di non essere in grado di esaudire quella richiesta, ma concedetela per quanto è in vostro potere. Dovete sempre immedesimarvi nei bisogni dell’altro e pensare di alleviarli con tutte le vostre forze; allora vi eserciterete nell’amore, e questo amore, un giorno vi verrà ricompensato, perché: «…così come misurate, sarà misurato a voi!» [Lc. 6,38], dice il Signore. L’uomo che è attivo nell’amore, è vicino a  Dio, e il suo spirito s’illumina grazie alla sua attività d’amore, poiché l’amore è salvifico, quindi sospende anche lo stato di oscurità, la quale è la conseguenza dello stato di ‘relegato’, quindi, di ‘non redento’. Tutto ciò che cammina nel peccato deve essere redento, e il peccato è tutto ciò che sorge dall’assenza dell’amore,

Di conseguenza, le opere dell’amore devono purificare l’essere umano dalla colpa del peccato, dato che Dio stesso estingue i peccati di coloro che li riconoscono e chiedono perdono. Tuttavia, il riconoscere il peccato e chiedere il perdono non è pensabile senza un amore attivo, poiché l’anima di un uomo indurito non riconosce la sua colpa, ma rende omaggio all’amor proprio, e questo è il più grande ostacolo per riconoscere la verità. L’uomo viene rafforzato nel suo amor proprio attraverso il potere del maligno e quindi diventa insensibile verso la sofferenza del prossimo, e non esiste nessun’altra possibilità di salvezza per una tale anima, sia sulla Terra come anche nell’aldilà.

Senza amore l’anima non può liberarsi dalla costrizione che la tormenta; lei stessa deve darsi da fare per rendere sopportabile la situazione di altri esseri, e solo allora allenterà le sue catene e avrà fatto il primo passo per l’auto-redenzione. Se gli uomini volessero solo riflettere che il loro stato di sofferenza viene necessariamente aumentato quando non si affermano nelle prove della vita che il Signore impone a tutti; se solo volessero riconoscere che l’anima deve dare, prima di poter ricevere, allora lei stessa sentirebbe il beneficio dell’amore, quindi, che deve anche contribuire a portare l’aiuto ad altri esseri non redenti, e questo, …sia terrenamente come anche spiritualmente!

L’uomo non deve credere che lui stesso può attingere alla Fonte della Misericordia, negando al suo simile lo stesso ristoro. Le necessità spirituali sono enormi, e quindi anche le necessità fisiche devono essere percettibili, affinché l’uomo senta su di sé la sua amarezza e provveda ad alleviare il più possibile la sofferenza. Invece, vedere la sofferenza senza partecipazione, testimonia di uno stato dell’anima indurito, che tiene l’uomo ancora molto lontano dalla redenzione.

Per salvare una tale anima, Dio deve impiegare dei mezzi robusti, e aumentare ancor più la sua sofferenza, affinché il cuore nell’uomo si risvegli e in lui diventi attiva la volontà, per intervenire aiutando a lenire questa grande sofferenza. Solo allora la scintilla dell’Amore divino si accenderà in lui e potrà diventare una fiamma, la quale ha un effetto purificante e salvifico per soffocare tutte le cattive percezioni nel cuore. Nell’uomo dovrà diventare attivo l’amore, …affinché egli abbia l’ultima redenzione! – Amen!

 

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