B. D. nr. 1422
(17. 05. 1940)
Dopo il tempo delle sofferenze, …non rimarrà pietra su pietra!
(da uno spirito-guida):
La ricezione (della Parola) non rimarrà senza disturbi, …e ciò finché il figlio terreno non si opporrà a questi con tutta la sua volontà. Ancora un po’ di tempo e si adempirà la Parola del Signore che dice: «Non rimarrà pietra su pietra» [Mt. 24,2]. Tutto sarà attirato nel caos della devastazione, sia sotto l’aspetto spirituale sia sotto quello terreno. Sarà un tempo di orrori per tutti coloro che desiderano vivere nell’Ordine, poiché tutto precipiterà fuori dal suo corso ordinario, e chi è ancora di spirito non risvegliato, chi non ha riconosciuto che solo la pace proveniente dall’alto può portare la vera quiete, sarà aggravato dai tumulti del mondo, che lo ostacoleranno e lo schiacceranno.
E tuttavia, questo tempo delle sofferenze e della pressione animica è deciso fin dall’eternità, dato che è l’unica possibilità per trasformare il pensiero invertito, e di conseguenza la volontà umana è l’unica causa affinché questa situazione di afflizione venga alleviata o le sia posta una fine. L’uomo non deve fare altro che ammettere ciò in tal senso a se stesso, e l’afflizione schiacciante sarà sospesa, perché ciò che l’uomo attraverso la sua volontà errata ha provocato, cambierà istantaneamente se questa volontà errata viene riconosciuta e cambiata secondo le migliori forze. In futuro, l’anima dell’uomo non ringrazierà certamente quella volontà che ha pensato dapprima al corpo, lasciando languire lei.
E dunque, questa è stata la volontà invertita dell’uomo, di non aver ancora riconosciuto che innanzitutto si deve pensare all’anima, prima che il corpo abbia il suo diritto, e questa volontà invertita è ora la causa di tutte le tribolazioni del tempo. Perciò tale causa deve essere riconosciuta, e poi la volontà deve diventare attiva per rimediare alle mancanze dell’anima; si deve cercare di rimediare a ciò che finora si è causato, cercando di entrare nell’unione divina attraverso il consapevole sforzo verso Dio, trasformandosi, cioè mettendo in armonia tutto il pensiero e l’azione con la Volontà divina, la quale esige di amare Dio sopra di tutto e il prossimo come se stessi. Se l’uomo osserva questo comandamento, anche il suo spirito sarà risvegliato, e riconoscerà chiaramente lo scopo e anche la benedizione della sofferenza che ha colpito il mondo e lui stesso.
E’ uno stato commiserevole, quello che oggi tiene incatenato il mondo; la volontà invertita si manifesta in modo così forte, e tuttavia solo pochi ne riconoscono la causa, quindi gli affanni non possono nemmeno lasciarli, fino a quando non sarà raggiunto il vero scopo di aver portato l’uomo a cambiare il suo modo di pensare. Pertanto, il tempo in arrivo porterà ancora molta sofferenza sull’umanità, perché l’eterna Divinità non vuole lasciarla al destino scelto da lei stessa, e così gli sforzi di tutte le forze d’aiuto volenterose di servire, saranno estremamente grandi allo scopo di abbreviare questo terribile tempo1, e cercare di influenzare i pensieri dell’uomo.
Infatti, il Signore del Cielo e della Terra metterà in moto tutte le forze spirituali per iniziare un’azione che, inevitabilmente, dovrà portare alla giusta conoscenza, se l’uomo non offre un’aperta resistenza rifiutando l’aiuto e la grazia di Dio. Infatti, Lui vuole aiutare l’umanità affinché pieghi la sua volontà per propria iniziativa e si arrenda alla Volontà divina. Allora terminerà il tempo dell’afflizione, perché la fiducia nell’aiuto divino Gli darà l’autorizzazione a intervenire, e l’anima umana sarà salvata dal terribile pericolo della rovina. – Amen!
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1 – ‘il terribile tempo’ : è la fase finale del tempo che va dall’evento apocalittico alla fine vera e propria, indicato in Apocalisse 8,1 cioè quello seguente l’apertura del settimo sigillo, citato come ‘il tempo della fine’, oppure come ‘tempo della miseria’ o ‘dell’afflizione’, ma anche ‘tempo di Grazia’, che avrà breve durata, e sarà oggetto della lotta di fede più cruenta contro i credenti, i quali dovranno testimoniare la loro fede. [vedi il fascicolo n. 38 – “La lotta di fede”]
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