B. D. nr. 1414

(11. 05. 1940)

 

Il processo di purificazione è indispensabile per potersi avvicinare a Dio

 

(da uno spirito-guida):

II processo di purificazione cui è sottoposta ogni anima, durerà fino al completamento del cammino terreno, poiché, fino a quando questo non sarà terminato, anche l’anima non sarà libera dalle impurità, e in seguito a ciò non sarà nemmeno degna di avvicinarsi all’Essere più alto e più puro, all’eterna Divinità, poiché ogni imperfezione separa l’essere da Dio, il Quale è appunto la perfezione stessa, e quindi, lo stato di perfezione deve essere raggiunto prima che possa aver luogo la fusione con l’eterna Divinità.

L’essere deve aver deposto ogni impurità, deve essere senza errore, deve essersi purificato completamente, e per questo, il cammino sulla Terra è indispensabile, è l’unica possibilità per formare l’essere così come deve diventare secondo il suo destino fin dall’eternità: un essere simile a Dio, un essere sorto nell’amore, e che possa servire nell’amore! E ora, nuovamente, da parte sua, svolgere la stessa missione: condurre degli esseri imperfetti alla perfezione! Se però questo processo non si è ancora svolto anticipatamente e in modo definitivo, l’unione con Dio non può aver luogo!

Dio, invece, desidera le Sue creature; il Padre vuole conquistare i Suoi figli, e quindi il Suo infinito Amore cerca di abbreviare il loro cammino, mette a loro disposizione tutte le possibilità per liberarsi dalle impurità, ponendo dei compiti la cui soluzione procuri loro dei progressi, e offrendo loro dei mezzi ausiliari che in un tempo più breve assicurino loro la purificazione; solo nell’ultimo stadio come uomo, Dio pone all’essere il compito di liberarsi dallo stato di non-libero. Egli dà a tale essere, forza per la conoscenza, gli concede ogni prestazione d’aiuto ed esige da lui, …solo la libera volontà; e per questo gli assicura lo stato più luminoso nell’aldilà. E quindi, proprio l’Amore di Dio stesso ha imposto all’essere umano quelle situazioni che dovrebbero indurlo alla più alta aspirazione, se la sua volontà volesse ugualmente sfuggire allo stato di ‘legato’.

Perciò Dio manda comunque la sofferenza agli uomini per rafforzare la volontà di liberarsene. Infatti, ogni sofferenza ha il solo scopo di indurre l’essere a desiderare Dio, poiché solo allora la grazia divina può entrare in azione; altrimenti, senza la grazia, la forza dell’uomo sarebbe ancora troppo debole per liberarsi, mentre la volontà diventa attiva solamente quando l’uomo riconosce il relativo senso e scopo cui tendere. Considerato che viene richiesta la volontà dell’essere umano, questa deve essere influenzata tramite la sofferenza e le privazioni, in modo che l’uomo si rivolga là dove lo attende l’ultima redenzione, dove lo attende l’eterna Divinità, la Quale nel Suo Amore, …cerca sempre di abbreviare lo stato di sofferenza dell’essere creato! – Amen!

 

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