B. D. nr. 1037

(5. 08. 1939)

 

“Nessuno può servire due padroni …”

 

(il Signore):

“Chi ama la vita, crea a se stesso la morte! E chi vi rinuncia, vivrà nell’eternità!”

La vita terrena è proprio solo la fase preliminare per l’eternità, e se ora non volete rinunciare alla vita terrena, il vostro amore è ancora troppo rivolto alle cose terrene, e con un tale amore nel cuore non potrete diventare beati, poiché non siete ancora in grado di aprire il cuore allo spirituale, e quindi, nemmeno condurre una vita spirituale. Invece la vita spirituale è il simbolo della beatitudine!

Prendete un contenitore diventato completamente inutilizzabile e mettetevi dentro dell’acqua, la vostra fatica a tenervi dentro l’acqua sarà vana. Allo stesso modo, anche la minima resistenza sarebbe d’impedimento, se l’acqua deve essere condotta attraverso una strettissima apertura. E ora considerate un cuore completamente rivolto alla vita terrena. Esso può sentire delle verità spirituali ancora e ancora, ma queste non potranno rimanere in esso, bensì echeggeranno senza essere ascoltate.

Allo stesso modo la verità spirituale non può penetrare nel cuore dell’uomo se il suo accesso è sbarrato da ostacoli, e questi sono le seduzioni terrene e i fascini del mondo. E l’anima dell’uomo non può maturare senza le verità spirituali, perché essa come tale ha bisogno di nutrimento spirituale, mentre ogni esaudimento terreno è solo nutrimento per il corpo, e con la morte, il corpo cessa di esistere, mentre solo l’anima è destinata alla vita nell’eternità. E se l’uomo ama soltanto la vita terrena ed ha desideri solo per questa, allora essa è raggrinzita e quasi senza vita.

«Chi dà la sua vita per amor Mio, avrà la vita eterna…» [Gv. 12,25], ma Io non la do come ve la dà il mondo! Queste parole del Signore danno l’orientamento per la vita sulla Terra. Ciò a cui dovete aspirare, non è paragonabile alle gioie del mondo. Non dovete servire il vostro corpo e soddisfare ogni desiderio, perché questo corpo perisce. Se invece sacrificate al Signore e Salvatore tutto ciò che il corpo desidera, se mettete da parte la vita corporea e pensate solo alla vita dell’anima sulla Terra, un giorno vi verranno preparate delle gioie celesti, e ciò a cui rinunciate, vi sarà ricompensato migliaia di volte.

Se però credete di poter fare entrambe le cose contemporaneamente, se credete di servire il mondo e, allo stesso tempo, vorreste dare all’anima il nutrimento spirituale, allora il Signore vi esclama: «Nessuno può servire due padroni!». Chi si rivolge alla Terra e ai suoi piaceri, non troverà la via verso l’alto; chi desidera il mondo è servo di colui che cerca di tirarvi giù, e non potete giungere in alto e servire il Signore allo stesso tempo, perché allora state in contraddizione a ciò che dovete fare, sia verso l’alto come anche verso il basso.

Il progresso nello spirituale esige la rinuncia a tutto ciò che è il mondano, e se capitate nella situazione di essere posti davanti a entrambe le cose e dovervi decidere, allora è la vostra libera volontà a scegliere, ma non sarà mai possibile scendere a compromessi e quindi proporre al Padre celeste di approvare uno sforzo verso entrambe le parti. L’uomo deve decidersi spontaneamente di scegliere la via verso l’alto e rinunciare al mondo, oppure accettare la rovina dell’anima per i desideri del mondo, e così perdere la vita eterna nella magnificenza. E perciò, è incomparabilmente meglio soffrire nella vita terrena e rinunciare a tutti i piaceri terreni, …che essere esclusi per tempi eterni dalla gioia e dalla beatitudine celeste!Amen!

 

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